Ambra Angiolini reagisce con durezza alle foto pubblicate sullo scorso numero di CHI
Dopo che la scorsa settimana il settimanale CHI ha pubblicato foto che ritraevano Ambra Angiolini in compagnia di Pier Giorgio Bellocchio, l'attrice prontamente replica dalle pagine di Vanity Fair :"Non sono tenuta a dare spiegazioni a nessuno, se non al mio compagno
che le ha già avute. Devo solo poter guardare Francesco negli occhi, e
io lo posso guardare..Francesco pensa soprattutto a proteggermi . Il giorno dopo l’uscita di quelle foto
aveva un concerto e ha dedicato un pezzo “alla mia compagna, contro gli
sciacalli che tentano di minare il nostro rapporto, che d’amore si
tratta”...".
Ambra è furiosa: "Ti trovi sbattuta in copertina, con
foto paparazzate e l’insinuazione che hai una storia con un altro. Che
non è il tuo compagno e padre dei tuoi figli..Se le foto fossero state
pubblicate con ironia, l’avrei sopportato. Mi disgusta l’articolo che le
accompagna. Lo squallido verbale della mia presunta angoscia per
lasciar intendere l’incandescenza di un contenuto che non c’era. Io ho
sempre messo in primo piano l’equilibrio della mia famiglia, non ho
bisogno di copertine “purché se ne parli”, se ho dei problemi cerco di
gestirmeli e non credo che alla gente interessino. C’è ben altro di cui
preoccuparsi".
L'attrice si sente profondamente ferita: "Chissenefrega se questa
cosa può minare equilibri già delicati. Chissenefrega se può distruggere
una famiglia. Chissenefrega se “la storia”, magari, non è mai davvero
esistita, o non esiste più".
Purtroppo questo fa parte del lavoro: "Conosco i
meccanismi del mio lavoro..Però ho presente
anche la deontologia che dovrebbe avere un giornalista. Se chi fa gossip
vuole dire al mondo che una modella ha la cellulite, può dirlo: il suo
pezzo sarà una lettura leggera che farà pensare a tante donne, compresa
me, di essere meno sfigate quando allo specchio guardano fiorire le loro
smagliature. Ma far vedere un cadavere e indugiare sui vermi è un’altra
cosa. Strumentalizzare una paparazzata senza chiederti a chi fai male è
mancanza, perlomeno, di stile".




