Gabriele Salvatores parla della grave malattia diagnosticatagli quando aveva trent'anni
Il regista Gabriele Salvatores nell'intervista rilasciata a Vanity Fair in edicola, racconta della diagnosi di leucemia fattagli oltre trent'anni fa e di come i medici gli avessero predetto un aspettativa di vita non superiore ai 5 anni : " Trent'anni fa, il Teatro dell'Elfo, che per me era la casa, la famiglia, si stava sciogliendo. Tornando da teatro una sera non mi sento bene, la mattina vado a farmi vedere e scoprono che nel sangue ho una quantità di piastrine molto più alta del normale. Avevo 30 anni, mi dissero che era leucemia, che non sarei arrivato ai 35. Ero preoccupato, anche se quelli veramente spaventati erano i miei genitori". Immediato il ricovero al Policlinico di Milano: "All'inizio non c'era posto, poi si è liberato un letto e ho scoperto che era quello di Demetrio Stratos, che aveva fatto anche le musiche del mio 'Satyricon'. Due mesi dopo, quando sono uscito dall'ospedale, era il giorno di commemorazione per la sua morte". Fortunatamente si trattava di policitemia e non di leucemia : "Ancora oggi, ogni tre mesi,vado a fare gli esami,ma non ho problemi, prendo solo degli antiaggreganti. E due volte all'anno faccio un salasso, che trovo una cosa molto romantica: non ci sono più le sanguisughe come nell'Ottocento, ma nella mia fantasia resta quella cosa che faceva chi viveva forti emozioni. Il check-up è un po' noioso, però è molto istruttivo: esci dall'ospedale pensando che sei proprio fortunato. Perché questo insegna la malattia: che - per quanto tu possa stare male - non sei il centro del mondo".




