Il figlio di Renato Zero si racconta..
Roberto Fiacchini, figlio adottivo di Renato Zero ed ex isolano racconta dei suoi primi incontri con il padre adottivo :“Che l’incontro con Renato Zero mi avesse cambiato
la vita me ne sono accorto dopo. L'ho conosciuto per caso, quando avevo
18 anni..Una
sera decisi di andare al cinema a vedere Delicatessen, un film
francese
surreale e assurdo di cui non ho mai capito il significato neppure
quando l'ho rivisto anni dopo in Dvd.. In quel cinema
c'era anche Renato Zero, gli chiesi l'autografo poi andammo a bere un
caffè ... e da lì è nato tutto”.
Rapporto consolidatosi lentamente : “Renato aveva preso a cuore la mia situazione, ma io non mi
ero mai fatto illusioni. All'epoca lui aveva una Vespa che non partiva
e, poiché io facevo il meccanico, mi chiese di aggiustargliela. Gliela
sistemai e lui m'invitò a casa sua, mi disse che potevo andare da lui
quando volevo. Aveva dato a mio fratello il suo numero di telefono, ma
io non l'avevo chiamato. Qualche tempo dopo Renato mi confessò che aveva
tremato per me. Nel periodo in cui non mi ero fatto vivo con lui, aveva
saputo che un ragazzo era morto con il suo motorino in un incidente
sulla Roma Ostiense. Temendo che fossi io la vittima, si era precipitato
sul luogo dell'incidente per verificare che non fossi io quel povero
ragazzo”.
Roberto in seguito si è dedicato all'accompagnamento di Ada,madre del cantante; in seguito è entrato definitivamente nella famiglia :“Sì. Renato
ufficialmente mi ha adottato nel 2003 ma mi chiamava figlio già dal '97.
Anche quando andavamo negli alberghi lui chiedeva una camera per suo
figlio Robertino..È il padre
che non ho mai conosciuto. E ciò nonostante il nostro rapporto sia
iniziato quando io avevo già 18 anni. È stato fin dall'inizio un
rapporto tra due adulti e, nonostante gli affetti e l'amore, mi spiace
non aver vissuto con lui gli anni dell'infanzia. Renato non ha mai
potuto prendermi in braccio da bambino. In compenso mi ha preso in
braccio ancora di più da adulto”.




