Miracolo a Sant'Anna: Spike Lee lo racconta a Fabio Fazio
Riparte la trasmissione Che tempo che fa e subito si accomoda sulla poltroncina dello studio un ospite internazionale: da Fabio Fazio c'è Spike Lee, regista al centro delle polemiche per il suo Miracolo a Sant'Anna, uscito nelle sale cinematografiche proprio durante il weekend. Una seria di incontri con pubblico e stampa a Milano non ha placato le polemiche che impazzano fin dai primi momenti delle riprese: al centro del dibattito, in particolare, la resistenza partigiana, ritratta secondo alcuni con uno sguardo falsificatore che disonora l’operato delle forze di liberazione nazionale. Critiche smorzate dalle parole del Presidente della Repubblica Napolitano che ha ribadito l’efficacia del film di Lee nel ritrarre l’impegno e l’operato dei partigiani durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il suo film vuole essere lontano
da quelle immagini gonfie di patriottismo che per tanto tempo sono
state proposte dalla cinematografia hollywoodiana, ha spiegato Lee. Tratto dall'omonimo best-seller di James McBride, il film inizia a New York nel 1983 quando Hector Negron, un impiegato delle poste ormai prossimo alla pensione, spara improvvisamente a una cliente dello sportello. Un'azione, in realtà, legata a eventi avvenuti molto tempo prima, esattamente nel 1944 in Toscana, durante la Seconda Guerra Mondiale: Negron faceva parte, assieme ad altri tre soldati, della 92° Divisione Buffalo Soldiers.
È anche la prima volta che Spike Lee affronta direttamente la struttura del film bellico e lo fa attraverso una rappresentazione che si allunga sui dettagli e che lascia spazio a una visionarietà incolore come quella del bambino che convive con il fantasma dell'amico morto che lo guida.
Polemiche a parte, qualcuno al cinema sembra esseci andato perché nel weekend appena trascorso Miracolo a Sant'Anna si è classificato al sesto posto nella classifica degli incassi al botteghino.




