Striscia la Notizia al via: bancone di prova per le nuove Veline
È "La voce dalla supplenza" il sottotitolo dell'edizione di Striscia la Notizia, la ventunesima questa, che prenderà il via da stasera su Canale5. Un nomignolo che «si riferisce alla supplenza
scolastica - ha spiegato Antonio Ricci in conferenza stampa - ma anche alla supplenza che la
comicità è costretta fare rispetto all'informazione». E ci si diverte anche con una nuova sigla che si intitola "Grembiulino e vai", che
ironizza sulle recenti disposizioni del ministro della Pubblica
istruzione Maria Stella Gelmini sulla divisa a scuola.
Accanto alla storica coppia formata da Ezio Greggio e Enzo Iacchetti (a gennaio
Iacchetti sarà sostituito da Michelle Hunziker e da Pasqua torneranno Ficarra e Picone) le neoelette veline: la romana Federica Nargi e la siciliana Costanza Caracciolo, entrambi
diciottenni.
E proprio su di loro è già polemica. Da mesi, ancor prima che
iniziassero le selezioni, il nome della mora circolava sul web come futura velina e, nel frattempo, circolava sulle riviste di gossip come ultima fiamma di Francesco Botta, ex concorrente del Grande Fratello 8. Quanto alla bionda Costanza Caracciolo, bionda
non lo è mai stata, come dimostrano foto e video pubblicati su svariati siti: è castana tendente al
moro. Non solo, è stata 'ripescata' dagli autori del programma, senza
che fossero palesi le ragioni. Non molto felici del presunto giochetto le finaliste che si sono viste soffiare il posto sul bancone più ambito d'Italia: ma molte di loro, a quanto pare, saranno reclutate come Paperette o in altri ruoli di qualche programma mediaset.
Intanto, se alla produzione, le nuove Veline piacciono, sta ora al pubblico decretarne il successo finale. Per quanto riguarda le selezioni itineranti per l'Italia, infatti, se è andata bene a Giorgia Palmas e a Elena Barolo che tutt'oggi fanno parte del mondo del piccolo schermo, meno fortunata si è rivelata l'elezione di Lucia Galeone e Vera Atyhuskina che sul bancone hanno scorazzato un solo anno per poi finire nel dimenticatoio.




